domenica 11 marzo 2018

Qualiano quando la violenza sulle donne diventa propaganda politica

QUALIANO "TERRA VIVA", LA VIOLENZA SULLE DONNE NON DIVENTI PROPAGANDA POLITICA

La dott.ssa Massaro:

 "Non vorrei che questa fosse soltanto un'operazione politica di immagine, pubblicitaria, in vista delle prossime elezioni di maggio".

È sempre più frequente leggere notizie di cronaca nera che coinvolgono donne vittime di violenze, spesso purtroppo indicibili e letali. Recentemente il territorio di Qualiano a Nord di Napoli ha visto l'intervento delle forze dell'ordine per reprimere i comportamenti delittuosi di un aggressione.
L'8 marzo è appena trascorso, ma le violenze di genere non diminuiscono. Alcuni studiosi della materia ritengono, tuttavia, che oggi si parli di più di tali fenomeni non perché prima non esistessero, ma solo perché venivano sottaciuti. La locale Procura della Repubblica di Napoli Nord è molto attenta al fenomeno e rapida nel perseguire i reati c.d. “di genere”.
Ne parliamo con la responsabile del Centro antiviolenza “Terra Viva”dell’ambito N.16 con sede legale nel Comune di Qualiano, Dott.ssa Maria Massaro, Assistente Sociale, che opera sul territorio da anni.
Dott.ssa Massaro, può illustrarci il lavoro territoriale che svolgete?
«Sono anni che oramai operiamo sul territorio a sostegno delle vittime di violenza con il Cnetro antiviolenza Terra Viva, attivo ogni giorno. Il quale è appartenente all’Ambito territoriale N. 16. Ci avvaliamo, come Centro antiviolenza, delle prestazioni professionali di avvocati civilisti e penalisti, nonché di psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali e dell'attività di volontari. Nel corso degli anni abbiamo messo su una equipe che riesce ad accogliere gli utenti e seguirli passo dopo passo, dai colloqui iniziali ed esplorativi fino agli eventuali processi e percorsi terapeutici. Le richieste e i bisogni delle donne accolte dal centro sono: telefonia sociale 95%, sfogo 98%, richiesta di informazioni 80%, colloquio successivo di accoglienza 85%, consulenza legale 90%, consulenza psicologica 20%, ospitalità in emergenza 10%, ricerca di lavoro 60%, aiuto economico 90%, partecipazione ai gruppi di sostegno 15%, intervento terapeutico sull’autore violento 5%, collocamenti in casa protetta di donne 2%, minori 20%. La tipologia di violenza delle donne è stata: nel 60% per maltrattamento (da familiari o conviventi), nel 20% per violenza psicologica, 5% per violenza sessuale, 20% per stalking, 3% per abuso su minore. Le donne che hanno subito violenza in presenza di minori sono l’ 80%, donne che hanno subito violenza non in presenza di minori 20%. Le consulenze legali sono state: 70% penali e 30% civili».

Il territorio di intervento è quello del comune di Qualiano o riuscite a coprire altre aree?
«La nostra sede è a Qualiano, ma i nostri utenti provengono anche dai comuni limitrofi. Da tempo abbiamo stretto collaborazioni con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, con Università degli Studi di Napoli Federico II, per le Attività di Tirocinio Curriculare. Per la Gestione della Formazione Continua per gli Assistenti Sociali con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Campania, per il Tirocinio Curricolare con Università degli Studi Guglielmo Marconi. Siamo accreditati presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Pari Opportunità, Ufficio Nazionale Anti Discriminazioni, Registro delle Associazioni e degli Enti che svolgono Attività nel Campo della Lotta alle Discriminazioni, presso la Regione Campania iscritti nel Registro Regionale delle Associazioni di Promozione Sociale, aderiamo alla rete di Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie, accreditati presso il Comune di Napoli nel Registro delle Associazioni ed Istituzioni di Carattere privato e tanto altro ancora che non non sto ad elencare, insomma siamo un soggetto riconosciuto per la professionalità che profonde contro la violenza. Inoltre abbiamo acquisito la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2008 per l’erogazione di servizi di assistenza alla persona e centro anti violenza e anti stalking. Siamo oramai accreditati presso numerose sedi delle forze dell'ordine, riuscendo ad avere anche un intervento continuativo sul difficile territorio di Scampia e non solo. Peraltro, oramai da anni, grazie all'operato dei nostri avvocati, garantiamo l'assistenza processuale alle vittime di violenza in ogni sede e ambito giudiziario e l'Associazione si è costituita parte civile in numerosi processi celebrati per reati quali lo stalking e i maltrattamenti in famiglia. Ciò a dimostrazione del riconoscimento anche giudiziale del nostro operato e della nostra competenza»
La vostra, mi pare di capire, è un'iniziativa privata. Immagino che, nonostante l'apporto dei volontari, le spese da sostenere per la sede e i servizi offerti siano rilevanti. Voi accedete a qualche fondo pubblico? C'è qualche riconoscimento e aiuto istituzionale alla vostra Associazione?
«Assolutamente no. Sosteniamo tutte le spese necessarie per tenere in piedi la struttura e i servizi offerti solo ed esclusivamente con il contributo volontario del nostro personale e le quote associative annuali. Non accediamo a nessun fondo pubblico. L'esperienza degli ultimi anni, però, ha dimostrato che noi continuiamo ad operare a tutti gli effetti, a spese nostre, nel pieno del rispetto delle norme, mentre il Comune di Qualiano non si è preoccupato di offrire alla cittadinanza alcun servizio equivalente, magari affidandolo ad altre associazioni. Non solo, ma bisogna dire che in più occasioni il Centro antiviolenza Terra Viva, in casi di emergenza trattati, ha chiesto all’amministrazione comunale di Qualiano un sostegno per alcune donne, dall’ente in questi anni non abbiamo ricevuto mai una risposta, invito, collaborazione, anche se la legge prevede che l’ente si adoperi per promuovere una rete con il Centri antiviolenza sul territorio, a sostegno delle donne vittime di violenza. Rete e collaborazione che il Centro antiviolenza Terra Viva ha sempre cercato di costruire in vano, come è ampiamente dimostrato dal fatto che l’ente Comunale di Qualiano non ha mai coinvolto il Centro antiviolenza in nessuna sua iniziativa anche ludica, organizzata a favore delle donne»
Fa riferimento anche al fatto che l'Amministrazione locale abbia adottato una delibera per l'apertura imminente di uno sportello anti-violenza proprio presso i locali della Casa comunale, con personale degli uffici.
«Anche io ho letto questa notizia le dirò, come ha già detto il nostro segretario amministrativo in una recente intervista, da un lato non può che farmi piacere, poiché è un bene che le energie profuse in tale direzione si moltiplichino, ma da un lato mi sorge qualche perplessità. Perché l'Amministrazione locale per anni è stata silente sulla questione della violenza contro le donne, tranne qualche eccezione in occasione di semplici manifestazioni, che nulla hanno a che fare con il reale e materiale sostegno alle donne vittime di violenza, bensì si limitano, anche se giustamente, solo all’aspetto puramente preventivo, perseguito dalle associazioni di puro volontariato. Nonostante il nostro territorio sia ad alto rischio, da quando questa amministrazione si è insediata, ha rifiutato ogni collaborazione con il Centro antiviolenza, che nel frattempo ha fornito gratuitamente servizi e assistenza alle vittime di violenza. Non vorrei che questa fosse soltanto un'operazione politica di immagine, pubblicitaria, in vista delle prossime elezioni di maggio. Il problema della violenza di genere è serio e va affrontato nei suoi vari aspetti quotidianamente, come facciamo noi da anni, e non soltanto in prossimità delle contese elettorali».
Ci può dare qualche anticipazione sul futuro di questi territori riguardo la violenza sulle donne.
«Si, posso però solo dirle che abbiamo avviato un progetto documentario che illustrerà l’operato del Centro in questi anni sul territorio di Napoli Nord e non solo, è un progetto importante che darà voce alle tante vittime di violenza e farà emergere i dati allarmante raccolti dal Centro antiviolenza in questi anni, facendo emergere anche atteggiamenti omissivi da parte di alcuni pezzi delle Istituzioni, al riguardo dell’obbligo che la legge impone rispetto all’invio delle vittime ai Centri antiviolenza sul territorio e l’obbligo di fare rete, il quale su Napoli Nord spesso è disatteso proprio da appartenenti alle Istituzioni competenti per territorio»

Fonte giornale il Punto Magazine LINK 




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